Avvenimenti, creature ed oggetti misteriosi
 

Boia e tabù

Bhisma 1 Set 2017 20:11
In ICS ci siamo chiesti il perché della storica avversione popolare,
direi quasi l'orrore, che circonda(va) tradizionalmente il boia.
Motivi di tipo moraleggiante o "politico" sono piuttosto da escludere:
quell'avversione era molto sentita anche quando le esecuzioni in piazza
con annesse ******* squartamenti eccetera erano soprattutto una
distrazione e una festa, o un'occasione educativa a cui portare pure i
bambini.
Per fare un esempio, leggevo in un qualche libro di folclore che "Bella
giornata, peccato nun ce sia l'impiccaggione" era un modo di dire
popolaresco ancora riscontrabile in qualche vecchio negli anni '50, e
che una volta era tradizione portare il figliolo all'esecuzione in
piazza e dargli uno scappellotto nel momento culminante dicendo
"Aricordate che 'sta fine ' a fanno pure quelli mejo de te".

Questo fortissima carica antropologica, seppure in senso ambivalente,
si estendeva anche agli oggetti connessi ad un'esecuzione capitale: la
corda dell'impiccato, i panni che indossava, meglio se s*****hi delle
sue ultime deiezioni, a volte pezzi del suo stesso corpo, tipo una mano
erano considerati una volta potenti oggetti talismanici, venduti a caro
prezzo.

Qualcuno riteneva che questa avversione avesse a che fare con il
funerario, il disagio che circonda anche una bara, un becchino, il
colore nero "da iettatore", la superstizione che preti e monache
portano male (evocano il corteo funebre) eccetera

Io andrei più in là: è possibile che qui sia in gioco una delle idee,
direi quasi di un istinto, tra le più oscure potenti e primitive
dell'essere umano, probabilmente addirittura preesistente alle prime
religioni strutturate
L'idea che la morte, in specie se violenta, prematura, etc. liberi in
modo traumatico una quantità di energia vitale, potremmo chiamarla
"mana" in stile polinesiano.(Cfr p.e. come i fantasmi siano per solito
morti di morte violenta).
Questa energia vitale è potente, ambigua e pericolosa e va maneggiata
con molta cautela secondo le dovute regole, vedi ad esempio i sacrifici
di età classica e simili. Propiziavano gli dèi, ma se qualcosa andava
storto, era una sciagura che metteva a rischio la collettività.
Mi chiedo se lo stesso divieto cristiano di versare sangue per la
Chiesa (nel senso letterale del termine, da cui i roghi) non abbia
anch'esso qualche attinenza con questo: il sangue è l'energia vitale
"par excellence". Molto prima che si diffondano le leggende vampiriche,
in Omero, il sangue vitalizza le larve dei ******* mettendole in grado
di ragionare e parlare. Senza di esso sono mere ombre impersonali ed
inconsistenti.

Comunque sia, la cerimonia dell'esecuzione in piazza appartiene molto
anche alla sfera del "sacro", antropologicamente.
Intendo "il sacro" nel suo senso più lato, dunque anche temibile,
pericoloso, interdetto ai comuni mortali: il "sacer esto" degli antichi
Romani, la cella del tempiop proibita a tutti tranne che al levita
degli ebrei, l'Arca biblica, etc.
Il boia in"tuitivamente passa la vita ad esporsi al "mana" dei
condannati, dunque, è sacro,"tabù". Non solo è oggetto di timore e di
esecrazione dalla comunità, ma nei rapporti con esso occorre
circondarsi di particolari cautele: nel Me*****evo per esempio, un boia
non pagava l'oste direttamente, ma metteva i suoi soldi in una
bacinella piena di aceto, come se fosse un appestato o un "intoccabile":
Marco C. 2 Set 2017 09:22
On Fri, 1 Sep 2017 18:11:31 -0000 (UTC), "Bhisma"
<Af.bhisma@gmail.com> wrote:

>In ICS ci siamo chiesti il perché della storica avversione popolare,
>direi quasi l'orrore, che circonda(va) tradizionalmente il boia.
>Motivi di tipo moraleggiante o "politico" sono piuttosto da escludere:
>quell'avversione era molto sentita anche quando le esecuzioni in piazza
>con annesse ******* squartamenti eccetera erano soprattutto una
>distrazione e una festa, o un'occasione educativa a cui portare pure i
>bambini.

interessante sunto..

>Il boia in"tuitivamente passa la vita ad esporsi al "mana" dei
>condannati, dunque, è sacro,"tabù". Non solo è oggetto di timore e di
>esecrazione dalla comunità, ma nei rapporti con esso occorre
>circondarsi di particolari cautele: nel Me*****evo per esempio, un boia
>non pagava l'oste direttamente, ma metteva i suoi soldi in una
>bacinella piena di aceto, come se fosse un appestato o un "intoccabile":

questo mi ricorda il Caronte greco, etrusco e romano che trasportava
verso l'inferno (come ben scriveva e illustrava ante) le anime e che
alla fine dava un colpo di mazza a cio' che rimaneva dell'anima
trasportata.

Marco C.
Bhisma 2 Set 2017 11:00
Leonardo Serni wrote:

> On Fri, 1 Sep 2017 18:11:31 -0000 (UTC), "Bhisma"
> <Af.bhisma@gmail.com> wrote:
>> condannati, dunque, è sacro,"tabù". Non solo è oggetto di timore e
>> di esecrazione dalla comunità, ma nei rapporti con esso occorre
>> circondarsi di particolari cautele: nel Me*****evo per esempio, un
>> boia non pagava l'oste direttamente, ma metteva i suoi soldi in una
>> bacinella piena di aceto, come se fosse un appestato o un
>> "intoccabile"
>
> Ma dai? Incredibile. Hai mica qualche testo dove documentarsi?

Di disponibile online mi pare molto valido "Una eterna condanna. La
figura del carnefice nella società tardomedievale italiana", di Enrica
Guerra. [1]

L'autrice riporta ad esempio che in Italia, ma anche in Francia, era
prassi comune che i "manigoldi" (altro nome del carnefice che non è
certo divenuto un complimenti) erano di solito reclutati tra gli
stranieri, spesso i *condannati* forestieri si vedevano offrire
l'incarico infamante in cambio di una totale o parziale remissione di
pena. Lei stessa osserva che, in tempi in cui il timore di pestilenze,
contagi era vivissimo, e lo straniero era circondato di sospetto non
solo come possibile infetto ma come "untore", questa circostanza
contribuiva a creare l'alone "nero" del boia.
Dal canto mio osservo che sebbene ci siano anche motivazioni
razionalissime per scelte del genere, ad esempio impedire che il boia
fosse coinvolto in beghe locali (allo stesso modo il Podestà di un
comune era spesso straniero) si trovasse costretto ad occuparsi di
amici e parenti eccetera, può pesare anche su questo l'idea del
"tabù", impedire che la comunità locale fosse contaminata da quel che
di negativo di cui il boia era portatore.
Noto di passata che misure del genere "metti i tuoi soldi nell'aceto",
per quanto razionalmente intese ad evitare il contagio, erano anche
rivolte contro "contagi" assai più immateriali: ad esempio spesso erano
gli ebrei a cui era probito ogni contatto fisico con la popolazione o
quasi. (Cfr. il Gran Maestro dei Templari in "Ivanhoe" di W. Scott,
all'ebreo Isacco che cerca di abbracciargli le ginocchia in segno di
supplica: <Fermo. Gli infedeli io li tocco solo con la mia spada>
(citazione a memoria :-D )

L'autrice fa cenno anche al tema del "Tabù" che ho cercato di
introdurre io, citando *****oghe costumanze degli antichi Germani, ma il
suo è un discorso molto ampio, che introduce diversi elementi: ad
esempio una predica di san Bernardino da Siena in cui il boja è
nientemeno simile al Diavolo: fa il male, è disprezzato ed esecrato da
tutti, ma lo fa nell'ambito di un piano superiore di giustizia, terrena
nel caso del carnefice, divina nel caso del demonio.
Noto qui che il Satana del libro di Giobbe si adatta benissimo ad un
ruolo del genere.
Facilmente credenze ebraico-cristiane, antichissime superstizioni
primordiali, reminiscenze di età classica, oltre a concreti elementi di
contingenza socioculturale si sono fusi assieme nel dar vita ad un'idea
addirittura "diabolica" del boia. Che -- e questo non lo sapevo proprio
-- se dava prova di incapacità nel proprio lavoro, se l'esecuzione
andava male, spesso e volentieri poteva essere lapidato sul posto dalla
folla insorta...

===========================
[1] Non è integrale, ma comunque ampi stralci sono disponibili su
Google libri: https://goo.gl/bSuzw8
Bhisma 2 Set 2017 11:12
OP wrote:

> Sì

Potresti ripetere, scusa? :-DDDDD
OP 2 Set 2017 11:13
Il giorno venerdì 1 settembre 2017 18:15:56 UTC, Bhisma ha scritto:
> In
Sì ma qui si aspettano i tuoi "famosi" "articoli" sui complotti seri, non
queste BOIAte. Dai Mastrota non ci deludere.
OP
Bhisma 2 Set 2017 11:15
Marco C. wrote:

> questo mi ricorda il Caronte greco, etrusco e romano che trasportava
> verso l'inferno (come ben scriveva e illustrava ante) le anime e che
> alla fine dava un colpo di mazza a cio' che rimaneva dell'anima
> trasportata.

Puo' essere interessante ricordare che gli addetti alla rimozione dei
cadaveri dei gladiatori, dei condannati "ad bestias" nel Circo
eccetera, erano mascherati da "Charun" o comunque da demoni infernali.
Se non erano dei veri e propri carnefici, comunque spesso davano un
colpo di grazia, se necessario, erano comunque parenti stretti e del
boia e del becchino, nefasti entrambi, e il ricordo può essere
confluito nella figura popolare del boia.
Adler 2 Set 2017 13:37
Il giorno sabato 2 settembre 2017 09:16:51 UTC, Bhisma ha scritto:
> OP wrote:
>
>> Sì
>
> Potresti ripetere, scusa? :-DDDDD

Certamente. *****aro quando mi linki un tuo "articolo" su un complotto serio che
non sia Wanna Marchi, Mago Otelma e Branko?
Nel frattempo ti consiglierei un trattamento per almeno 3 mesi con clozapina,
poi facciamo il punto della situazione.
Adler
Silvan 2 Set 2017 13:41
Il giorno sabato 2 settembre 2017 11:05:40 UTC, ARBEL ha scritto:
> "OP" <fotogramma23> ha scritto nel messaggio
> news:af773409-e017-4fps.com...
> Il giorno venerdě 1 settembre 2017 18:15:56 UTC, Bhisma ha scritto:
>> In
> Sě ma qui si aspettano i tuoi "famosi" "articoli" sui complotti seri, non
> queste BOIAte. Dai Mastrota non ci deludere.
> OP
>
> Quanto mi paghi l'informazione ?
>
> sono diventato venale

Mah... per un "articolo" di Mastrota? Un hamburger con patatine spedito con un
drone di Amazon può andar bene?
Cioè per una cosa che so già che non esiste non posso spingermi oltre.
Silvan
Bhisma 2 Set 2017 14:33
Adler wrote:

> Certamente.

Bravo, seguita ancora, eh? :-D
Marco C. 2 Set 2017 15:16
On Sat, 2 Sep 2017 09:15:38 -0000 (UTC), "Bhisma"
<Af.bhisma@gmail.com> wrote:

>Marco C. wrote:
>
>> questo mi ricorda il Caronte greco, etrusco e romano che trasportava
>> verso l'inferno (come ben scriveva e illustrava ante) le anime e che
>> alla fine dava un colpo di mazza a cio' che rimaneva dell'anima
>> trasportata.

>Puo' essere interessante ricordare che gli addetti alla rimozione dei
>cadaveri dei gladiatori, dei condannati "ad bestias" nel Circo
>eccetera, erano mascherati da "Charun" o comunque da demoni infernali.
>Se non erano dei veri e propri carnefici, comunque spesso davano un
>colpo di grazia, se necessario, erano comunque parenti stretti e del
>boia e del becchino, nefasti entrambi, e il ricordo può essere
>confluito nella figura popolare del boia.

e'..satto, ma non l'ho scritto perch non volevo fare rabbrividire il
lettore quadratico me*****..

Marco C.
Leonardo Serni 2 Set 2017 17:02
On Sat, 2 Sep 2017 09:00:40 -0000 (UTC), "Bhisma" <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

>Di disponibile online mi pare molto valido "Una eterna condanna. La
>figura del carnefice nella società tardomedievale italiana", di Enrica
>Guerra. [1]

Vai. C'è su iBS; messo in stack :-D

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Candy 4 Set 2017 12:49
Il giorno sabato 2 settembre 2017 12:37:48 UTC, Bhisma ha scritto:
> Adler wrote:
>
>> Certamente.
>
> Bravo, seguita ancora, eh? :-D

A percularti?
E ci mancherebbe, sei un giochino divertenete e sei pure gratuito.
Candy

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Avvenimenti, creature ed oggetti misteriosi | Tutti i gruppi | it.discussioni.misteri | Notizie e discussioni misteri | Misteri Mobile | Servizio di consultazione news.