Avvenimenti, creature ed oggetti misteriosi
 

Lo scijon e la lotta magica

Bhisma af.bhisma 15 Set 2017 11:39
Secondo alcuni stu*****si del folclore, lo "scijon" era un tempo, per i
pescatori del pescarese, la ***** marina personificata. La ***** marina infatti
recava al suo interno una creatura maledetta condannata a nascondersi in essa.
Poteva trattarsi di qualcuno che era nato la notte di Natale, usurpando il posto
a Nostro Signore Gesù ******* (Il sospetto verso chi era nato quella notte era
molto diffuso nelle superstizioni antiche, con varie conseguenze leggendarie),
poteva trattarsi di altre maledizioni o malefici.
Ma comunque, il punto saliente era che si poteva ingaggiare una lotta magica a
colpi di coltello con lo scijòn, e se si riusciva a colpire la creatura
maledetta, la ***** marina si dissolveva. In alcuni casi la creatura veniva
liberata e poteva sopravvivere e condurre una vita normalmente umana, anche se
di solito avrebbe recato la cicatrice spaventosa del colpo ricevuto durante la
lotta.
La leggenda non attiene al solo pescarese: ho letto di essa anche in altri
testi, solo che in altri luoghi era detta "siòn". Ho letto anche di uno
specifico scongiuro da usarsi durante la lotta che suonava più o meno:
<Siòn sionasso, te vedo, te copo te masso> (Ora non rammento bene, ma a me
suonerebbe veneto questo scongiuro)
Esistono resoconti ottocenteschi di viaggiatori che hanno visto un capobarca
ingaggiare una lotta del genere contro una ***** marina e farla dissolvere (La
circostanza in sé non mi pare impossibile, a volte le trombe marine recedono
spontaneamente riducendosi a un moto d'aria circolare piuttosto leggero, come so
per esperienza personale). La descrivono come una sorta di danza, selvaggia, ma
concentrata ed altamente ritualizzata.

Degno di nota mi pare il fatto che Folco Quilici, in un suo romanzo del quale
non ricordo il titolo (quattro amici italiani che partono alla ricerca di una
goletta abbandonata dall'equipaggio e carica di esplosivi, mi pare alla foce del
Rio delle Amazzoni o giù di là) presenta un in***** "selvaggio" che ingaggia
una lotta magica del tutto simile contro una ***** marina. Non saprei dire però
se si tratti di un tratto effettivo della cultura india, o di una reminiscenza
dello stesso "scijòn" che Quilici impiega narrativamente ed attribuisce
arbitrariamente al suo persoanggio per l'effetto scenico che essa comporta.
Bhisma af.bhisma 16 Set 2017 10:52
Il giorno venerdì 15 settembre 2017 11:39:29 UTC+2, Bhisma af.bhisma ha
scritto:

> Degno di nota mi pare il fatto che Folco Quilici, in un suo romanzo del quale
non ricordo il titolo

Ripescato. "Cacciatori di navi". In realtà i quattro amici non sono italiani,
sono americani, anche se uno è italoamericano e un altro nippoamericano. Ma
comunque la storia è quella.
Un buon romanzo d'av*****a, lo stile di Quilici non è eccezionale, ma solido,
ben costruito, e con un sottofondo alla "Moby ******* piuttosto accattivante:
senza mai diventare esplicitamente sovrannaturale, l'elusiva goletta carica di
esplosivo abbandonata dall'equipaggio a cui danno la caccia sembra possedere una
sorta di maligna volontà propria, un simbolo di quanto di inesplicabile,
temibile, invincibile e o*****samente uncinante può celarsi nella vita d'ogni
giorno, proprio come la balena bianca.
Vari episodi durante la caccia accrescono lo spaesamento e il senso d'irrealtà,
le debolezze e la follia latenti negli amici emergono sempre più a causa della
tensione, e la conclusione catastrofica proprio quando pensano d'aver vinto, è
inevitabile.
Quilici, sempre gran documentarista, dà ampio spazio al folclore del Nordeste
del Brasile, e la goletta si chiama non a caso Yemanja come l'ambigua dea-sirena
riverita e temuta dai pescatori locali.
Ma il culto di Yemanja è abbastanza affascinante da essere oggetto di un post a
sé... dopo qualche ricerca per integrare le notizie fornite dal romanzo
Paperino 16 Set 2017 11:13
Bhisma af.bhisma ha scritto:
> Secondo alcuni stu*****si del folclore, lo "scijon" era un tempo, per i
> pescatori del pescarese, la ***** marina personificata.

Guarda, da... "diversamente teramano"[1] :-D, non ne ho mai sentito
parlare. Certo, non sono un pescatore e non conosco particolarmente
bene l'ambiente, ma mi parrebbe strano. Hai delle fonti? Magari era
"pesarese" e non "pescarese"? La butto lì...

[CUT]

> La leggenda non attiene al solo
> pescarese: ho letto di essa anche in altri testi, solo che in altri
> luoghi era detta "siòn". Ho letto anche di uno specifico scongiuro da
> usarsi durante la lotta che suonava più o meno: <Siòn sionasso, te
> vedo, te copo te masso> (Ora non rammento bene, ma a me suonerebbe
> veneto questo scongiuro)

Beh, questo decisamente *non* è abruzzese :-)

[1] Checché ne abbiano pensato a suo tempo un paio di personaggi di
questo NG.

Bye, G.
Bhisma af.bhisma 16 Set 2017 11:24
Il giorno sabato 16 settembre 2017 11:13:01 UTC+2, Paperino ha scritto:

> Hai delle fonti?

La "Guida all'Italia leggendaria ,misteriosa, insolita ,fantastica" della Sugar
assegna il folclore dello scijon specificamente a Pescara.
E' un vecchio libro in due volumi, edito negli anni '60 da Sugar, che raccoglie
fatti e leggende insoliti d'ogni genere, organizzandoli secondo il nome delle
località dove sono diffusi.
Non ha purtroppo un impianto critico degno di questo nome sulle fonti primarie,
ma là dove posso controllare (leggende medievali toscane, per esempio) è
piuttosto accurato. In ogni caso è una lettura affascinante :-)
Bhisma af.bhisma 16 Set 2017 11:44
Dal riassunto di Google search parrebbe esserci un accenno a questa forma di
magia (tajàr el siòn) in

Magie clodiensi - Senecio
www.senecio.it/sag/magie.pdf

ma mi fa fatica tirar giù il .pdf e scorrerlo :-)

Confermo comunque che il termine "siòn" pertiene al veneto, in dialetto veneto
si chiama così la ***** marina ancor oggi.

Su "scijòn" che secondo il testo sarebbe il suo omologo pescarese, invece su
Google non trovo nulla.
Jinx 16 Set 2017 13:17
Il 16/09/2017 11:13, Paperino ha scritto:
> Bhisma af.bhisma ha scritto:
>> Secondo alcuni stu*****si del folclore, lo "scijon" era un tempo, per i
>> pescatori del pescarese, la ***** marina personificata.
>
> Guarda, da... "diversamente teramano"[1] :-D, non ne ho mai sentito
> parlare. Certo, non sono un pescatore e non conosco particolarmente
> bene l'ambiente, ma mi parrebbe strano. Hai delle fonti? Magari era
> "pesarese" e non "pescarese"? La butto lì...
>
> [CUT]
>
>> La leggenda non attiene al solo
>> pescarese: ho letto di essa anche in altri testi, solo che in altri
>> luoghi era detta "siòn". Ho letto anche di uno specifico scongiuro da
>> usarsi durante la lotta che suonava più o meno: <Siòn sionasso, te
>> vedo, te copo te masso> (Ora non rammento bene, ma a me suonerebbe
>> veneto questo scongiuro)
>
> Beh, questo decisamente *non* è abruzzese :-)
>
> [1] Checché ne abbiano pensato a suo tempo un paio di personaggi di
> questo NG.
>
> Bye, G.

forse c'è una connessione coi trabocchi, strutture fisse in legname per
per la pesca costiera comuni nella costa sud dell'Abruzzo. Furono
costruiti da imprenditori ebrei probabilmente originari del veneziano
Bhisma 21 Set 2017 14:31
Paperino wrote:

> Magari era "pesarese" e non "pescarese"? La butto lì.

Scorrendo i libri, ho trovato miti *****oghi.

Il nome cambia, da Scijòn a Siòn a Sciò, a Siò, e cambiano i dettagli:
la creatura che si cela nella ***** marina possono essere anime
dannate in torma, viventi che hanno fatto un patto col diavolo per
vendicarsi, eccetera. Chi può operare la magia di "tagliarla"
dev'essere uno stregone a sua volta, o un settimino, o un "nato con la
camicia" eccetera... ma la sostanza non cambia.

Parrebbe essere un mito diffuso una volta diffuso lungo tutta la costa
adriatica, le località variano dal Veneto alla Puglia.

Sul Tirreno non trovo nulla invece... ma ho il sospetto che Livorno,
dè, invece di tagliarlo ni sputino in un occhio dicendo "O *****avia,
budello di to' ma' ******* " :-D
Jinx 21 Set 2017 16:39
Il 21/09/2017 14:31, Bhisma ha scritto:
> Paperino wrote:
>
>> Magari era "pesarese" e non "pescarese"? La butto lì.
>
> Scorrendo i libri, ho trovato miti *****oghi.
>
> Il nome cambia, da Scijòn a Siòn a Sciò, a Siò, e cambiano i dettagli:
> la creatura che si cela nella ***** marina possono essere anime
> dannate in torma, viventi che hanno fatto un patto col diavolo per
> vendicarsi, eccetera. Chi può operare la magia di "tagliarla"
> dev'essere uno stregone a sua volta, o un settimino, o un "nato con la
> camicia" eccetera... ma la sostanza non cambia.
>
> Parrebbe essere un mito diffuso una volta diffuso lungo tutta la costa
> adriatica, le località variano dal Veneto alla Puglia.
>
> Sul Tirreno non trovo nulla invece... ma ho il sospetto che Livorno,
> dè, invece di tagliarlo ni sputino in un occhio dicendo "O *****avia,
> budello di to' ma' ******* " :-D
>

il dialetto veneto fu una ******* franca del mare Adriatico dal me*****evo
fino all'età moderna. I marinai che frequentavano il porto di Pescara
erano prevalentemente coloni veneti dell'antistante costa dalmata, per
cui non vedo perché i nomi di fenomeni e cose strane del mare non
dovessero essere stati portati dai veneziani a Pescara

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