Avvenimenti, creature ed oggetti misteriosi
 

Vita digitale?
1 | 2 |

marmellata23 2 Set 2017 10:49
http://www.altrainformazione.it/wp/2017/08/31/huawei-il-futuro-tra-immortalit-digitale-e-realt-virtuali/

Si puo' fare il backup del cervello e metterlo su un mainframe?

--
marmellata23 <no_spam@yahoo.it>
Claudio_F 2 Set 2017 12:43
Il 02/09/2017 10:49, marmellata23 ha scritto:
>
http://www.altrainformazione.it/wp/2017/08/31/huawei-il-futuro-tra-immortalit-digitale-e-realt-virtuali/
>
> Si puo' fare il backup del cervello e metterlo su un mainframe?
>

1) No
2) E a cosa servirebbe un backup (cioe` una mera copia) quando l'unico
l'originale biologico (con relativa mente/coscienza "acclusa") e`
comunque destinato a spegnersi?

Cito: "Parlare oggi di tutto questo è semplicemente impossibile senza
entrare in questioni etiche"

Strnz... parlare di tutto questo e` impossibile per semplici motivi
ingegneristici, la coscienza e` out, non progettabile.

L'unica cosa che puo` "vivere" (restringendo drammaticamente la
definizione di vita) in un mondo virtuale sono agenti IA zombie.

Noi polveri sottili eravamo e polveri sottili ritorneremo.
marmellata23 2 Set 2017 13:48
On Sat, 2 Sep 2017 12:43:55 +0200
Clau*****_F <clau.fin ******* it> wrote:

> Il 02/09/2017 10:49, marmellata23 ha scritto:
>>
http://www.altrainformazione.it/wp/2017/08/31/huawei-il-futuro-tra-immortalit-digitale-e-realt-virtuali/
>>
>> Si puo' fare il backup del cervello e metterlo su un mainframe?
>>
<cut>
> Strnz... parlare di tutto questo e` impossibile per semplici motivi
> ingegneristici, la coscienza e` out, non progettabile.
>
> L'unica cosa che puo` "vivere" (restringendo drammaticamente la
> definizione di vita) in un mondo virtuale sono agenti IA zombie.


Ricordo da letture fatte in gioventu' su Le Scienze che si supponeva la
coscienza risiedesse nel Talamo e' che era collegata ad una sorta di
clock con una precisa frequenza di "scansione" delle aree cerebrali.
Qualcosa del genere, non ricordo esattamente. Naturalmente e' tutto
enormemente complesso e non so se e' replicabile in senso digitale. Da
letture misteriche che non so quanto fondate ricordo l'"idea" che
tutte le anime dei ******* di ogni epoca siano state inglobate in
"cristalli" di memoria non ricordo dove. Detto cosi' e' fantascienza. Ma
conosco personalmente molte cose come possibili e reali che per la
gente comune e' anche adesso fantascienza. Il nostro tempo e la nostra
tecnologia tende a replicare per via diversa un percorso tecnologico
gia' risolto in epoche passate e da altre civilta' e acquisito a
conoscenza elitaria.

> Noi polveri sottili eravamo e polveri sottili ritorneremo.

Il Corpo e' Tempio dello Spirito. Lo Spirito ritorna al Padre. Cosi'
insegnano al Catechismo.


--
marmellata23 <no_spam@yahoo.it>
VITRIOL 2 Set 2017 14:02
Il 02/09/2017 12:43, Clau*****_F ha scritto:

> 1) No

Se la memoria fossero meri dati e la coscienza fosse un algoritmo la
risposta potrebbe essere sì, ma allo stato attuale sembra che nessuna
delle due condizioni sia rispettata.

> 2) E a cosa servirebbe un backup (cioe` una mera copia) quando l'unico
> l'originale biologico (con relativa mente/coscienza "acclusa") e`
> comunque destinato a spegnersi?

Se la coscienza fosse un algoritmo potrebbe "girare" su un altro
*****ware, diverso dal cervello biologico.

--
Saluti
VITRIOL
Bhisma 2 Set 2017 14:39
VITRIOL wrote:

> Se la coscienza fosse un algoritmo potrebbe "girare" su un altro
> *****ware, diverso dal cervello biologico.

Ci sono innumerevoli racconti FS su questo. Da una coscienza che viene
registrata e "gira" in un computer al trasferimento su altro cervello
biologico e via dicendo. Con tutte le varianti del caso: backuo di
coscienza periodici su disco, se muori fanno un clone e la riversano,
trasferimenti di coscienza su server per farti fare vacanze virtuali da
sogno, e così via con tantissime varianti.
VITRIOL 2 Set 2017 15:15
Il 02/09/2017 14:39, Bhisma ha scritto:

> Ci sono innumerevoli racconti FS su questo.

Il problema è che bisognerebbe considerare la coscienza un software e il
cervello un *****ware, ma tutte le prove attuali vanno contro questa visione.
Con tutta probabilità la coscienza è un comportamento emergente del
cervello, quindi non può essere disgiunta da esso. Intendo proprio lo
specifico cervello, non un cervello biologico in generale.

--
Saluti
VITRIOL
Bhisma 2 Set 2017 16:53
VITRIOL wrote:

> Con tutta probabilità la coscienza è un comportamento emergente del
> cervello, quindi non può essere disgiunta da esso. Intendo proprio lo
> specifico cervello, non un cervello biologico in generale.

Mmmmhhh e quindi non potrebbe essere registrata? Cioè per riprodurre
una "mente" sarebbe necessario non solo uno specifico cervello (che
allora in FS vai di clone e amen) ma uno specifico stato di uno
specifico cervello in un preciso momento?
Leonardo Serni 2 Set 2017 17:13
On Sat, 2 Sep 2017 14:53:53 -0000 (UTC), "Bhisma" <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

>> Con tutta probabilità la coscienza è un comportamento emergente del
>> cervello, quindi non può essere disgiunta da esso. Intendo proprio lo
>> specifico cervello, non un cervello biologico in generale.

>Mmmmhhh e quindi non potrebbe essere registrata? Cioè per riprodurre
>una "mente" sarebbe necessario non solo uno specifico cervello (che
>allora in FS vai di clone e amen) ma uno specifico stato di uno
>specifico cervello in un preciso momento?

O almeno l'essere in grado di emularlo con una precisione terrificante.

O capirlo così bene da poterne riprodurre l'I/O con altri mezzi.

In tutto ciò rimane da capire se una roba che nessuno - neanche lei - è
in grado di distinguere da una coscienza, sia davvero una coscienza.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
VITRIOL 2 Set 2017 17:15
Il 02/09/2017 16:53, Bhisma ha scritto:

> Mmmmhhh e quindi non potrebbe essere registrata? Cioè per riprodurre
> una "mente" sarebbe necessario non solo uno specifico cervello (che
> allora in FS vai di clone e amen) ma uno specifico stato di uno
> specifico cervello in un preciso momento?

Beh, un cervello clonato col patrimonio genetico della persona A non
avrà mai la stessa coscienza della persona A, altrimenti i gemelli
omozigoti avrebbero la stessa coscienza :-)
Il cervello si sviluppa pilotato da una incredibile quantità di stimoli
esterni, anche microscopici.
Bisognerebbe avere un replicatore in grado di riprodurre un cervello
atomo per atomo nell'identica posizione (e anche lo stato quantico delle
singole particelle, se ha ragione Penrose). Però succerebbero delle cose
difficilmente immaginabili.
Pensa a uno scenario alla Star Trek, dove per un guasto del
teletrasporto una persona viene duplicata. Se la persona "originale"
viene disintegrata non viene mai messo in dubbio che quella
teletrasportata è sempre la stessa persona. Ma se quella originale non
venisse disintegrata? Avremmo due persone con la stessa coscienza, e
quindi anche con lo stesso senso dell'Io. Visto che noi non solo siamo
unici, ma anche ci sentiamo unici, sappiamo di essere noi anche
emotivamente. Se venissimo duplicati il senso dell'Io unico andrebbe in
frantumi. Forse semplicemente io e la mia copia identica crederemmo
entrambe di essere Io, però non un pensiero facilmente immaginabile.

--
Saluti
VITRIOL
Leonardo Serni 2 Set 2017 17:45
On Sat, 2 Sep 2017 17:15:01 +0200, VITRIOL
<vitriol_vitriolTOGLIMI@katamail.com> wrote:

>Bisognerebbe avere un replicatore in grado di riprodurre un cervello
>atomo per atomo nell'identica posizione (e anche lo stato quantico delle
>singole particelle, se ha ragione Penrose). Però succerebbero delle cose
>difficilmente immaginabili.

C'è una scena di un romanzo in cui a' vecchi tignosi viene offerta una
nuova gioventù in un corpo sano, in cambio di tot anni di militare.

La scena si apre con uno dei protagonisti che si sveglia su un lettino
mezzo rincojonito, ed i tecnici inorriditi gridano "Dategli dell'altro
sonnifero!"; prima che questo faccia effetto, il nostro vede davanti a
sé, su una specie di sedia elettrica, un vecchio che gli somiglia, che
apre gli occhi e dice "Uh... che succede? Non ha funzionato...", prima
che settordicimila volt lo friggano.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
marmellata23 2 Set 2017 17:50
On Sat, 02 Sep 2017 17:13:27 +0200
Leonardo Serni <lserni@gmail.com> wrote:

> On Sat, 2 Sep 2017 14:53:53 -0000 (UTC), "Bhisma"
> <Af.bhisma@gmail.com> wrote:
>
>>> Con tutta probabilità la coscienza è un comportamento emergente del
>>> cervello, quindi non può essere disgiunta da esso. Intendo proprio
>>> lo specifico cervello, non un cervello biologico in generale.
>
>>Mmmmhhh e quindi non potrebbe essere registrata? Cioè per riprodurre
>>una "mente" sarebbe necessario non solo uno specifico cervello (che
>>allora in FS vai di clone e amen) ma uno specifico stato di uno
>>specifico cervello in un preciso momento?
>
> O almeno l'essere in grado di emularlo con una precisione
> terrificante.

E' esattamente quello che penso. La precisione assoluta non esiste per
Heisenberg ma un qualunque sistema esperto ti puo' ingannare in ******* sulla
sua vera identita'.

--
marmellata23 <no_spam@yahoo.it>
Claudio_F 2 Set 2017 18:28
Il 02/09/2017 17:15, VITRIOL ha scritto:
> teletrasportata è sempre la stessa persona. Ma se quella originale non
> venisse disintegrata? Avremmo due persone con la stessa coscienza, e
> quindi anche con lo stesso senso dell'Io. Visto che noi non solo siamo

Ci sarebbe una persona/coscienza fino al momento del teletrasporto,
immediatamente dopo inizierebbero ad avere input sensoriali differenti
diventando di fatto sistemi in stato differente, e quindi due cose
indipendenti.
Claudio_F 2 Set 2017 19:15
Il 02/09/2017 17:13, Leonardo Serni ha scritto:
> O almeno l'essere in grado di emularlo con una precisione terrificante.
> O capirlo così bene da poterne riprodurre l'I/O con altri mezzi.

> In tutto ciò rimane da capire se una roba che nessuno - neanche lei - è
> in grado di distinguere da una coscienza, sia davvero una coscienza.

Siamo in grado di comprendere il funzionamento di un meccanismo, siamo
in grado di comprendere il concetto di processo (comportamento del
sistema nel tempo e durante le interazioni), siamo in grado di
comprendere un processo/fenomeno di livello superiore emergente
dall'interazione di altri microfenomeni che ne stabiliscono le "regole
di produzione". Siamo in grado di comprendere come anche processi
"astratti" interagenti possono dare origine a processi di livello
superiore, virtualmente senza limiti di complessita`.

Sono tutti osservabili e, entro limiti strettamente tecnici,
progettabili e riproducibili.

Il cervello in quanto *****ware + software cablato + stati di attivazione
e il processo che ne deriva (interpretazione sensoriale e quant'altro
avviene a livello "meccanico" inconscio, quindi buona parte della
"mente") sono tendenzialmente osservabili e riproducibili.

La coscienza, in qualità di percezione individuale del soggetto, si
trova ad un'ulteriore livello (di astrazione?), totalmente non
osservabile. Posso sapere tutto fino al livello molecolare di come e
perche' una ******* trova gradevole quella roba la`, ma nessuno potra` mai
sapere che sensazione vissuta personale provi la ******* di fronte ad una
simile prelibatezza, sempre ammesso che abbia un minimo vissuto
individuale cosciente (il sistema ha interazioni troppo limitate per
poterlo scoprire).

Oggi pensiamo alla coscienza come l'apice dei processi emergenti,
abbiamo spostato ancora un po' piu` in la le scatole cinesi pensando che
in fondo tra un po' ci si arrivera`, ma il problema e` che non ha le
caratteristiche di un processo "meccanico" osservabile e progettabile,
non si puo`progettare come un agente deve "sentirsi"... e`come se
l'intera materia/processo sotto certe condizioni "diventasse
qualcos'altro" in grado di sentirsi come individuo in un modo
assolutamente personale e unico.

Se non e` peggio che parlare di magia questo...

Queste condizioni potrebbero dipendere da ben precisi stati fisici reali
(correlazioni quantistiche ecc, ovviamente non intese in senso fuffaro)
non solo non duplicabili / non trasportabili / non registrabili, ma
forse neppure sondabili in quanto limite fisico intrinseco della realta`.

E tra l'altro a maggior ragione nessun algoritmo o processo "meccanico"
deterministico, potra` mai essere "cosciente".
Bhisma 2 Set 2017 21:03
VITRIOL wrote:

> Beh, un cervello clonato col patrimonio genetico della persona A non
> avrà mai la stessa coscienza della persona A, altrimenti i gemelli
> omozigoti avrebbero la stessa coscienza :-)

Certo, sarebbe una tabula rasa forse... ma comunque un supporto molto
adatto.
Non so che dire, conosco poco le neuroscienze, e quel poco arretrato.
Ma insomma mi sembra strano che la "mente" sia olistica a un punto tale
che se non riproduci tutto atomo per atomo, particella per particella,
non la riproduci.
Crick, il Crick del DNA, non il primo venuto giurava e stragiurava
sulla possibilità di riprodurre (mimare se preferisci) la coscienza in
modo riduzionista. Potrebbe anche avere avuto torto per carità... ma
cosa avrebbe di così speciale la mente da sottrarsi al riduzionismo?
Claudio_F 2 Set 2017 21:43
Il 02/09/2017 21:03, Bhisma ha scritto:
> Crick, il Crick del DNA, non il primo venuto giurava e stragiurava
> sulla possibilità di riprodurre (mimare se preferisci) la coscienza in
> modo riduzionista. Potrebbe anche avere avuto torto per carità... ma
> cosa avrebbe di così speciale la mente da sottrarsi al riduzionismo?


La mente (processo elaborativo) niente, ma la coscienza (percezione
vissuta individuale del processo) e` un po' diversa.

Per me esserci o mimare (anche alla perfezione) di esserci, sono due
cose completamente diverse.

Nel primo caso c'e` un soggetto con sensazioni vissute reali, nel
secondo un meccanismo, con la stessa coscienza e diritti di un pezzo di
legno.

E questo indipendentemente che tu o io dall'esterno non riusciamo a
distinguere la differenza tra i due. Il fulcro del discorso e` se il
soggetto e` cosciente per se` stesso, non se lo sembra ad altri.

Col riduzionismo (meccanismi in senso lato, anche software si intende)
si spiega bene benissimo il "mimo", ma assolutamente niente della
percezione cosciente "reale".

Se invece si sostiene che non c'e` differenza tra "reale" e "mimo",
allora il "sentirsi esistere" e` solo uno scherzo della natura e noi
(come io coscienti) siamo solo illusioni funzionali.

Il problema e` come una illusione funzionale sia in grado di "sentirsi",
e proprio in quel modo, con quelle specifiche sensazioni.

E questo la rende *molto* speciale.
VITRIOL 3 Set 2017 00:10
Il 02/09/2017 18:28, Clau*****_F ha scritto:

> Ci sarebbe una persona/coscienza fino al momento del teletrasporto,
> immediatamente dopo inizierebbero ad avere input sensoriali differenti
> diventando di fatto sistemi in stato differente, e quindi due cose
> indipendenti.

OK, ma quale sarebbe la *tua* sensazione? Sarebbe come morire con la
creazione di due esseri diversi? Perché un Io duplicato non me lo riesco
a immaginare.

--
Saluti
VITRIOL
VITRIOL 3 Set 2017 00:26
Il 02/09/2017 21:03, Bhisma ha scritto:

> Certo, sarebbe una tabula rasa forse... ma comunque un supporto molto
> adatto.

IMHO non ci faresti niente, perché le connessioni sinaptiche sarebbero
completamente diverse, e quello che io credo è che la coscienza sia un
"effetto collaterale" del cervello materiale. Quindi connessioni
diverse, coscienze diverse.

> Non so che dire, conosco poco le neuroscienze, e quel poco arretrato.
> Ma insomma mi sembra strano che la "mente" sia olistica a un punto tale
> che se non riproduci tutto atomo per atomo, particella per particella,
> non la riproduci.

Io credo sia così, ma considera che è uno dei tre più grandi veri
misteri dell'umanità, quindi sono pronto a qualunque sorpresa :-)

> Crick, il Crick del DNA, non il primo venuto giurava e stragiurava
> sulla possibilità di riprodurre (mimare se preferisci) la coscienza in
> modo riduzionista. Potrebbe anche avere avuto torto per carità... ma
> cosa avrebbe di così speciale la mente da sottrarsi al riduzionismo?

Non ha nulla di speciale, però per definizione un comportamento
emergente esibisce proprietà che vanno al di là della somma delle sue
parti, e questo comportamento non è prevedibile date le premesse iniziali.
Non è una cosa molto strana, si comportano così molti sistemi complessi
composti da una miriade si unità semplici che interagiscono tra loro
anche in modo semplice. Un formicaio, uno stormo di uccelli, il tempo
meteorologico, l'economia, il gioco Life.

--
Saluti
VITRIOL
VITRIOL 3 Set 2017 00:28
Il 02/09/2017 21:43, Clau*****_F ha scritto:

> E questo indipendentemente che tu o io dall'esterno non riusciamo a
> distinguere la differenza tra i due. Il fulcro del discorso e` se il
> soggetto e` cosciente per se` stesso, non se lo sembra ad altri.

Qui siamo al paradosso della "stanza cinese", uno degli argomenti più
dibattuti :-)

--
Saluti
VITRIOL
Bhisma 3 Set 2017 11:16
VITRIOL wrote:

> Non ha nulla di speciale, però per definizione un comportamento
> emergente esibisce proprietà che vanno al di là della somma delle sue
> parti, e questo comportamento non è prevedibile date le premesse
> iniziali. Non è una cosa molto strana, si comportano così molti
> sistemi complessi composti da una miriade si unità semplici che
> interagiscono tra loro anche in modo semplice. Un formicaio, uno
> stormo di uccelli, il tempo meteorologico, l'economia, il gioco Life.

Sì, ma il mi ragionamento é: se mi becco un ictus o una botta in testa,
un bel po' dei miei neuroni crepano. Però se ho abbastanza *******
terapie eccetera, guarisco o quasi, e "io" mi sento sempre io, e se mi
va bene la mia memoria resta piuttosto inalterata.
QUesto è un esempio molto drastico, ma in realtà anche senza traumi del
genere, il mio stato cerebrale di oggi è molto diverso da quello di
quando avevo vent'anni. In modo molto meno traumatico, comunque molti
neuroni sono morti, il pattern ormonale in cui il cervello è immerso è
molto diverso etc.
In effetti, il mio cervello non è lo stesso, nemmeno in questo momento
rispetto a quando mi sono alzato qualche ora fa. A livello più fine, ma
di modificazioni ce ne sono.
Eppure "io sono sempre "io" e la mia memoria è la stessa o quasi.

In altri termini, coscienza di sé e memoria *permangono* anche se lo
stato cerebrale organico cambia, e pure di molto. Ecco perché mi sembra
strano che sia necessario riprodurre in modo integrale e preciso quello
stato per riprodurre coscienza di sé e memoria.

Naturalmente, potremmo anche metterla alla buddhista e dire che il sé è
illusione... ma io sono un occidentale e questo modo di vedere mi torna
poco :-D
Bhisma 3 Set 2017 11:25
Bhisma wrote:

> In altri termini, coscienza di sé e memoria permangono anche se lo
> stato cerebrale organico cambia, e pure di molto. Ecco perché mi
> sembra strano che sia necessario riprodurre in modo integrale e
> preciso quello stato per riprodurre coscienza di sé e memoria.

Per dirla in modo più dignitoso: ridondanza cerebrale. Le funzioni
intellettive possono permanere inalterate o quasi anche in presenza di
danni neurologici piuttosto seri, invecchiamento etc.

https://www.msd-italia.it/altre/geriatria/sez_6/sez6_42a.html
Bhisma 3 Set 2017 11:29
Leonardo Serni wrote:

> In tutto ciò rimane da capire se una roba che nessuno - neanche lei -
> è in grado di distinguere da una coscienza

Risposta riduzionista: del dolore (p.e. se mi dai una martellata sul
dito :-D ) di solito sono cosciente. Del funzionamento di pancreas e
milza, no.
VITRIOL 3 Set 2017 11:38
Il 03/09/2017 11:16, Bhisma ha scritto:

> In altri termini, coscienza di sé e memoria*permangono* anche se lo
> stato cerebrale organico cambia, e pure di molto. Ecco perché mi sembra
> strano che sia necessario riprodurre in modo integrale e preciso quello
> stato per riprodurre coscienza di sé e memoria.

Perché il cervello ha molta ridondanza. Una prova che coscienza e
memoria non risiedono in strutture specifiche, ma sono il prodotto del
cervello nel suo insieme.
E' possibile però che se la mia coscienza cambiasse di punto in bianco,
sarei forse l'ultimo a potermene accorgere...

--
Saluti
VITRIOL
Bhisma 3 Set 2017 11:40
Leonardo Serni wrote:

> O capirlo così bene da poterne riprodurre l'I/O con altri mezzi.

L'unico vedo nodo è quello, IMHO

Se fossimo in grado di registrare l'output del cervello in qualche modo
meno grossolano di un'EEG anche senza riprodurre integralemente il
cervello stesso, e potessimo farlo girare su altro supporto, quella
sarebbe coscienza senziente secondo me.
Per me vale sempre Turing: se un'osservatore non è in grado di
discriminare tra me e la mia riproduzione su computer ( o simili )
allora sono me entrambi, punto.
Riduzionistico al massimo grado, me ne rendo conto, e mette una croce
su tremila anni di dibattito filosofico... ma mi piace proprio per
quello :-D
Bhisma 3 Set 2017 11:43
VITRIOL wrote:

> E' possibile però che se la mia coscienza cambiasse di punto in
> bianco, sarei forse l'ultimo a potermene accorgere...

Boh, io di essere molto più pesantemente rincoglionito al mattino,
specie prima di lavarmi e farmi la barba che non a mezzogiorno, me ne
accorgo benissimo :-D
Bhisma 3 Set 2017 11:47
VITRIOL wrote:

> E' possibile però che se la mia coscienza cambiasse di punto in
> bianco, sarei forse l'ultimo a potermene accorgere...

Boh, io di essere molto più rincoglionito al mattino che non a
mezzogiorno, specie prima di doccia barba e caffé, me ne accorgo
benissimo... :-D
Bhisma 3 Set 2017 11:52
VITRIOL wrote:

> Una prova che coscienza e memoria non risiedono in strutture
> specifiche, ma sono il prodotto del cervello nel suo insieme.

Eppure permangono inalterate anche in presenza di modificazioni molto
significative dello stato organico di questo insieme. Dunque per
riprodurle non sarebbe necessario, teoricamente, riprodurre l'intero
insieme...
VITRIOL 3 Set 2017 12:13
Il 03/09/2017 11:52, Bhisma ha scritto:

> Eppure permangono inalterate anche in presenza di modificazioni molto
> significative dello stato organico di questo insieme. Dunque per
> riprodurle non sarebbe necessario, teoricamente, riprodurre l'intero
> insieme...

Ma non è questione di tutto o di parte. Per come la vedo io la coscienza
è generata dal cervello, che è "cablato" in un certo modo diverso da un
qualunque altro cervello e, a maggior ragione, diverso da qualunque
altra cosa che non sia un cervello.
La coscienza *è* quel cervello, anche se è ridondante e forse non è
necessario che sia preso nelle sua interezza.
La simulazione di una coscienza non è quella coscienza, anche se lo
spergiurasse a chiunque dall'esterno la osservasse :-)
In fin dei conti io non posso sapere se la tua percezione dell'Io è
simile alla mia, figurati se lo posso sapere di una presunta coscienza
senza cervello.

--
Saluti
VITRIOL
Claudio_F 3 Set 2017 13:24
Il 03/09/2017 11:40, Bhisma ha scritto:
> Riduzionistico al massimo grado, me ne rendo conto, e mette una croce
> su tremila anni di dibattito filosofico... ma mi piace proprio per
> quello :-D

Eh ma vedi che cosi` possiamo affermare tranquillamente che il dolore
che dici di avvertire in realta` non e` reale...
Claudio_F 3 Set 2017 13:47
Il 03/09/2017 00:10, VITRIOL ha scritto:
> Il 02/09/2017 18:28, Clau*****_F ha scritto:
>
>> Ci sarebbe una persona/coscienza fino al momento del teletrasporto,
>> immediatamente dopo inizierebbero ad avere input sensoriali differenti
>> diventando di fatto sistemi in stato differente, e quindi due cose
>> indipendenti.
>
> OK, ma quale sarebbe la *tua* sensazione? Sarebbe come morire con la
> creazione di due esseri diversi? Perché un Io duplicato non me lo riesco
> a immaginare.

La domanda parte dando per scontato che l' "io" sia un entita` reale,
unica e indivisibile, con una sua "solidita`" e continuita` temporale.

M se l'"io" fosse uno stato astratto creato completamente nuovo ogni
cinquanta millisecondi, ottenuto come "summa" di tutto cio` che avviene
ai livelli inferiori del sistema?

In realta` staremmo gia` "morendo" venti volte al secondo, e non ci
sarebbe nessun essere "unico e indivisibile".
Claudio_F 3 Set 2017 13:52
Il 03/09/2017 00:28, VITRIOL ha scritto:
> Il 02/09/2017 21:43, Clau*****_F ha scritto:
>
>> E questo indipendentemente che tu o io dall'esterno non riusciamo a
>> distinguere la differenza tra i due. Il fulcro del discorso e` se il
>> soggetto e` cosciente per se` stesso, non se lo sembra ad altri.
>
> Qui siamo al paradosso della "stanza cinese", uno degli argomenti più
> dibattuti :-)


Il non poterlo "risolvere" con la logica potrebbe essere un limite
intrinseco della realta`.

Questo vorrebbe dire che potremmo forse anche creare delle cose
artificiali coscienti, ma non avremmo la mimima voce in capitolo su come
e cosa questa coscienza percepirebbe.
Bhisma 3 Set 2017 13:58
Clau*****_F wrote:

> Eh ma vedi che cosi` possiamo affermare tranquillamente che il dolore
> che dici di avvertire in realta` non e` reale...

Oh, sì, sì possiamo affermarlo. Ma sono convinto che se di punto in
bianco ti martellassi un dito, ti in*****eresti parecchio :-D
Scusatemi. Su cose del genere sono molto terra terra. E a ragion
veduta, altrimenti entri nel solito ginepraio che tremila anni di
filosofia non sono riuscite a risolvere

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Avvenimenti, creature ed oggetti misteriosi | Tutti i gruppi | it.discussioni.misteri | Notizie e discussioni misteri | Misteri Mobile | Servizio di consultazione news.